Ti ho voluto bene veramente

Ti ho voluto bene veramente , Marco Mengoni su Youtube

Negli ultimi tempi era stata giudicata incapace di intendere e di volere e, in effetti, non era più autosufficiente, dipendeva dagli altri per la preparazione dei pasti, per l’igiene personale, per qualsiasi necessità insomma. Si era rotta il femore in età molto avanzata e i medici avevano detto che, dopo l’ictus che era subentrato all’operazione chirurgica, non avrebbe più camminato. Ma lei, come il calabrone del detto, non lo sapeva, e un giorno aveva ricominciato ad andare al bagno con le proprie gambe. La badante la sosteneva, attenta che non cadesse, e lei imprecava perché avrebbe voluto essere libera di fare quello che voleva, da sola, senza nessuno che le imponesse come e quando lavarsi. Nonostante non fosse completamente lucida, manifestava il suo attaccamento alla vita in ogni modo, ma arrivò un giorno, eravamo sedute lei e io in cucina, che disse:
“Quasi quasi sto perdendo la voglia di vivere”.
Le chiesi perchè, se non era contenta di come l’accudivamo, ma lei mi rispose, intrecciando le mani sopra al tavolo, “Eh, ma così, che campo a fare?”. Non seppi replicare, e ancora adesso ho il rimorso per non averle risposto; avrei potuto dirle quanto l’amavo, che la volevamo ancora con noi, ma sapevo in cuor mio che aveva ragione: era diventata un peso e un impegno gravoso per tutti, anche per me, e lei lo capiva, così preferii tacere. La malattia le aveva fatto perdere ogni freno inibitorio, davanti a una frase di circostanza sarebbe stata capace di replicare qualsiasi cosa, parolacce comprese.
Qualche volta, al pomeriggio, la portavo in soggiorno e la facevo sedere sul divano. Le facevo ascoltare musica, era tra le poche cose che arrivavano direttamente in quella porzione di cervello che è collegata ai sentimenti e la facevano star bene. Sceglievo brani che piacessero a entrambe: la Giannini di Fotoromanza, Lucio Battisti, il Battiato più romantico. Seguiva felice e partecipava ripetendo qualche strofa: “Questo amore è una camera a gas…”.
Un giorno mi venne voglia di ascoltare Ti ho voluto bene veramente di Mengoni, ma non sapevo come l’avrebbe presa, visto che non lo conosceva. Seguì attentamente le parole, bevendole una ad una, e interropendo il brano, di tanto in tanto con aria sognante, per dire “Che bella…”.
Mi chiese di risentirla, e io l’accontentai volentieri.
La terza volta la sua voce si sovrappose a quella di Mengoni ripetendo con mia grande sorpresa esattamente le parole del brano: “Mi sentirei di dirti che il viaggio cambia un uomo e il punto di partenza sembra ormai così lontano, la meta non è un posto ma è quello che proviamo, e non sappiamo dove né quando ci arriviamo”.
Mi guardò, gli occhi improvvisamente lucidi puntati nei miei.
“Avevamo diciotto anni e si chiamava Angelo, ma i suoi non volevano. Ho voluto bene a tuo padre, ma lui è sempre rimasto nel mio cuore.”

 

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Atti di devozione, Luigi Balocchi

Cominciamo a conoscere Luigi Balocchi, che sarà presentato a breve dall’Associazione culturale EVUZ ART di cui faccio parte.

…Voglio riuscire a dire in tre righe tutto quello che ho bisogno di esprimere, in questo scegliere attentamente poche parole, ma che siano quelle giuste, sta la grandezza di un poeta contemporaneo.
Non ha più senso oggi la rima o il dilungarsi su stati d’animo come la tristezza, la malinconia. Sono secoli che i poeti ne parlano…direi che può bastare.
Mi interessa suscitare delle emozioni forti, voglio arrivare al cuore del lettore con quelle poche parole di cui parlavamo prima.
Ho preso dei premi, ma non voglio che lo si dica, non è questo il punto. La poesia è quello che è, e solo quelle parole bisogna giudicare. Ho avuto delle recensioni, ma non devi guardare quello che hanno scritto gli altri. Fai tu, leggi le mie poesie e parlane.

Più o meno così, non l’ho virgolettato perché non sono le parole esatte, mi ha detto Luigi Balocchi mentre preparavamo il suo incontro di presentazione del libro.
Ed eccoli qui i suoi versi, da parte mia sarò molto concisa.
È una poesia, quella di Luigi Balocchi, che arriva subito al lettore, diretta, non si nasconde dietro le metafore o le similitudini. È nuda come i personaggi che la popolano, carne e passione che si redime attraverso il corpo e i suoi riti. Cruda come solo le cose vere a volte sono.

Balocchi

Deus absconditus – Atti di devozione –

Cerchi nell’anima la comunione santa,
quella carezza, ineffabile, fonda,
io finito e quell’immenso che geme ai confini,
qui incarnato, qui sepolto, prima fonte.
Il sesso è una via di redenzione.

 

Il buio

D’ogni lacrima stupro
carezza è infuso il creato.
Mai avuto paura del buio. 
L’ho traversato senza
il tetro assillo della luce.
Mi han voluto le femmine
in fuga, chi ha ucciso
la madre, fatto l’amore
col padre. Quel che serbo
sono i gemiti del sesso,
le fate che ho impiccato
sulle ceneri di un bacio.

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Alta marea al largo 34

alta marea

foto scaricata dal web

ALTA MAREA AL LARGO 34

Sale l’alta marea nel mio corpo
e s’infrange
sul piattino da caffè,
mentre il passante ignaro
mi guarda dalla vetrina,
con attonito sguardo fissa
l’istantaneo trasalir del fiato.
Io distolgo il mio viso paonazzo,
sento stupita seccarsi le gambe
che abbandonano l’oggi.

Non sono più qui, non sono più ora.
Sono nuda nella tua stanza,
sono con la tua voce nella testa;
sono con gli occhi nei tuoi,
ma un ragazzo mi chiede:
-desidera ancora qualcosa?-
e io desidero, sì, te ardentemente
desidero in questo chiaro
pomeriggio d’inverno
in balia dell’alta marea.

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La pelle di Alda, teatro brevis

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In occasione di “Seconda pelle” presso Casa delle Arti- Spazio Alda Merini in Milano, Evuz Art ha voluto omaggiare la Poetessa con due installazioni site-specific: la prima, “FARFALLE LIBERE” l’abbiamo presentata nell’articolo precedente; la seconda…

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Come pietraia spazzata dal vento, o del male di vivere.

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I protagonisti della presentazione di domani: da sx Piero Ferrari, Andros, Elisabetta Ubezio, Mariateresa Bocca. “Cosa certa e non da burla si è che l’esistenza è un male per tutte le parti che compongono l’universo…

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Presentazione Apoesie di Andros, i video — EVUZ ART

Il prof. Piero Ferrari, Andros ed Elisabetta Ubezio ieri al Civico 17, durante la presentazione di Apoesie dello stesso Andros: tre differenti modi di esplorare la poesia. Piero Ferrari ha esposto una colta disamina dei testi, evidenziando le tematiche dell’autore e i possibili riferimenti filosofici e poetici, Andros ha risposto alle domande del relatore e del pubblico con la sincerità […]

via Presentazione Apoesie di Andros, i video — EVUZ ART

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Presentazione silloge poetica Apoesie di Andros

EVUZ ART

LIBRO APOESIE

Mercoledì 14 novembre 2018 alle ore 17,00 presso la Biblioteca Civico17, a Mortara in via Vittorio Veneto 17, si terrà la presentazione del libro “Apoesie” dell’artista e scrittore Andros. Relatore il prof. Piero Ferrari, docente di filosofia e scrittore, al leggio l’attrice Elisabetta Ubezio.

L’evento è organizzato dall’Associazione culturale Evuz Art ODV ETS.
Il libro è acquistabile nelle migliori librerie on line.

Condividiamo l’intervista di Anna Fiammella all’Autore:

-Buonasera Andros.
Ho acquistato on line la tua silloge poetica “Apoesie” che mi ha molto colpita. Ti farebbe piacere rispondere a qualche domanda?

Salve. Certo, spara, a salve appunto.

-Perché un autore, o un artista, sente il bisogno di usare uno pseudonimo?

Nel mio caso sentivo il bisogno di dare un nome al mio alter ego artistico, a questo aspetto di ciò che sono, che nel giro di pochi anni ha preso il sopravvento lasciando le briciole all’essere umano…

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