“Lezione di nuoto” di Valentina Fortichiari

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Valentina Fortichiari ha collaborato con diverse case editrici, soprattutto come saggista, approfondendo in particolare Guido Morselli e  Zavattini. Ultimamente ha diretto l’ufficio stampa di Longanesi, lasciato  pochi mesi fa per dedicarsi completamente agli studi e alla scrittura. La sua prima opera narrativa è il romanzo “Lezione di nuoto”, ed. Guanda, a metà tra la biografia della scrittrice francese Colette (Saint-Sauveur-en-Puisaye, 28.1.1873- Parigi, 3.8.1954) e l’invenzione narrativa. Più in particolare l’autrice racconta  di una vacanza estiva nella casa di Rozven, in Bretagna, dove Colette ha riunito alcuni amici, artisti e  intellettuali che trascorreranno la fredda estate bretone con lei, la segretaria Hèlene, la figlia Colette Bel-Gazou e Bertrand, figlio sedicenne del suo secondo marito. Colette si occupa della cucina, del lavoro con l’amico Leopold, della vivacissima figlia (poco), e di scuotere più o meno affettuosamente l’infelice Hèlene, che scrive poesie e si strugge nell’ amore non corrisposto per Francis, lì presente con la legittima moglie. Soprattutto si prende cura di Bertrand,  organizza la sua educazione letteraria, gli dà lezioni di nuoto (disciplina in cui Colette eccelle, come d’altronde l’autrice) e soprattutto lo  inizia all’amore con una relazione quasi incestuosa e “scandalosa” per la differenza d’età. La prosa è raffinatissima e pulita, il tratteggio dei personaggi efficace. Ottimo il lavoro di cesello e limatura, ma, a volte, la troppa pulizia nuoce all’amore. Alla presentazione del libro l’autrice ha tenuto a sottolineare che ha cercato di descrivere le scene d’amore senza scadere nella volgarità e devo dire che ci è riuscita fin troppo bene. Colette nella realtà è stato un personaggio talmente disinibito e individualista da andare oltre la liberazione femminile e  il femminismo,  è passata da relazioni eterosessuali e tre mariti a rapporti omosessuali (famoso quella con la contessa “Missy” che le donò la tenuta di Rozven, dove si svolge la vicenda narrata) ed effettivamente non si è fatta mancare la perla della relazione con un minorenne, come ci narra la Fortichiari. Questa relazione durò ben cinque anni e si risolse quando Bertrand si innamorò di una ragazza della sua età. Qualche approfondimento dei sentimenti, per forza di cosa contrastanti e conflittuali, di un rapporto tanto anomalo ed eventualmente qualche cenno di sano  ed esplicito erotismo avrebbero potuto delineare meglio il carattere di questa affascinante donna molto sopra le righe. Tanto che, alla fine del libro, che peraltro si chiude con un piccolo colpo di scena, rimaniamo con un certo senso di incompiutezza,…come se ci fossimo fermati al petting.   

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Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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