“Bianca come il latte, rossa come il sangue” di Alessandro D’Avenia

E’ il libro ideale per far riflettere con leggerezza gli adolescenti su alcuni argomenti ostici, come ad
esempio la malattia e la morte.
D’Avenia ci parla, nel linguaggio dei ragazzi di oggi un tantino edulcorato, delle emozioni che il primo “vero”
amore suscita in loro, dei forti legami d’amicizia e familiari che proprio in questo periodo della vita Bianca come il latte
costituiscono il nucleo intorno a cui si va sviluppando la personalità in formazione.
Poi c’è la scuola, e un professore, “Il Sognatore”, che li stimola ad avere un approccio diverso con la storia,
ma soprattutto a seguire la strada che si sente di dover percorrere, a custodire il proprio sogno come un
tesoro.
Mi è piaciuto tantissimo questo riferimento alla novella del tesoro tratta da “Le mille e una notte”, che non ricordavo.
Peccato che Il Sognatore ricalchi il prof. Keating di “L’attimo fuggente” …
Leo è il protagonista, innamorato della rossa e pallida Beatrice, “bianca come il latte”, perché è affetta dalla
leucemia; lo condurrà lungo gli impervi sentieri della consapevolezza, fino a fargli capire che il suo vero
amore non è lei, bensì l’onnipresente e rassicurante Silvia, l’amica di una vita.
Beatrice non è un nome a caso: il professor D’Avenia probabilmente vuol ricordarci la Beatrice, guida di Dante nella Commedia che ben conosciamo: sarà un po’ scontato?.
Ho poi trovato abbastanza stucchevole il continuo riproporre la trovata dei colori, “bianco come .. rosso
come … ecc.”, forse troppo infantile anche per l’adolescente Teo.
Stupende le poesie citate, di cui D’Avenia avrebbe fatto bene a menzionare l’autore.
La trama, pur non essendo una perla di originalità, tiene bene e fa venir voglia di proseguire la lettura.
Come ho già detto all’inizio, tutto sommato un libro piacevole piuttosto ben scritto, che è piaciuto tanto ai giovani e a chi si sente ancora romanticamente giovane.
Peccato che io i sedici anni li abbia superati da un bel pezzo.

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Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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