Oronzo Mastro, un artista #artecontemporanea

A Vigevano, in Palazzo Sanseverino, è in corso la personale di Oronzo Mastro, che si protrarrà fino al 25 maggio.
Voglio rendere omaggio a questo artista, che è stato anche il mio Maestro , accompagnando me e almeno due generazioni di vigevanesi alla pratica di quelle arti ormai troppo poco apprezzate che sono il disegno e la pittura figurativa, con qualche breve riflessione.
Oronzo mi ha insegnato a guardare, soprattutto. Ad allenare la mano e lo sguardo. Il disegno , la pittura, sono essenzialmente  tecniche, diceva, e come tali, tutti sono in grado di imparare e di arrivare ad eseguirle perfettamente, è davvero solo questione di apprenderne le regole. E’ tutto il resto che fa di un disegno, di un quadro, di una scultura, un’opera d’arte.
Quel qualcosa di impalpabile, di indefinibile eppure terribilmente presente, di cui tutti si rendono conto, ma che non tutti sono in grado di mettere come valore aggiunto nel proprio lavoro.
Io, che allora, più di trent’anni fa, mi illudevo ancora che contasse qualcosa “l’essere bravi, portati, come si è soliti dire”, replicavo che non mi sembrava proprio  vero quello che lui andava dicendo, che doveva valere pur qualcosa l’essere nati con un talento, un’inclinazione specifica.
“Sì”, rispondeva lui, “ma non basta”. E intanto si sedeva davanti al mio disegno a sanguigna (Chi è stato al Roncalli ricorderà il gesso di Dante, e quell’altro incubo dell’estasi di Santa Teresa, con la bocca spalancata e presa dal basso). Caricava qua e là il mio disegno di rosso , faceva emergere i chiari, affondava gli scuri. All’improvviso il mio disegno prendeva vita, profondità.
Mi ritrovavo ad ammirare Oronzo in silenzio, invidiando quella sua capacità di cogliere al volo, saltellando da un cavalletto all’altro , qual era il tocco mancante che a me era sfuggito.
Quel valore aggiunto di cui andava predicando durante le sessioni di disegno, pittura e ceramica (Mastro è anche un bravissimo ceramista, nel solco della tradizione familiare che gli viene dai natali a Grottaglie, in Puglia), lo potrete vedere nei lavori esposti a Vigevano, durante la personale dal titolo “L’inquietudine dell’immaginario”.
L’immaginario di Mastro è popolato di figure femminili bellissime e malinconiche, inquietanti nel loro essere intime manifestazioni di sfuggenti anime feline e insondabili faune ittiche.
E’ come se le sue donne ci dicessero: “Eccomi, sono qui, sono dolce e bella, sono viva e reale. Ma se credi di percepirmi del tutto, di afferrare la mia anima, ti sbagli di grosso. Essa vola nelle oscurità bituminose della notte, si aggrappa al dorso di un gatto malinconico e sfuggente, sprofonda negli abissi marini insieme a orate e aguglie lucenti. Non mi avrai mai davvero… Io sono la tua parte oscura, ma sono anche la tua luce.”
E’ il mistero della parte femminile dell’universo che Mastro indaga, quel pulsare frenetico e creatore nel suo apparire statico e immutabile che fa parte di ogni essere umano, uomo o donna che sia.
Classe 1950, Mastro Oronzo insegna attualmente Pittura all’Accademia di Belle Arti Acme di Novara.
Per conoscere di più su questo artista: http://www.youtube.com/watch?v=vT3g_l3iWQUoronzo mastro 2

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Informazioni su giuseiannello

Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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