L’homo sapiens sapiens sapiens non-troppo-habilis @CircoloLettori #arte

Nella mia esperienza di contatto con i gruppi di lettura ho notato che gli uomini sono in netta minoranza. La mia impressione è confortata dai dati statistici, da tempo noti:
“Le donne leggono più degli uomini: nel corso dell’anno ha letto almeno un libro il 51,9% della popolazione femminile rispetto al 39,7% di quella maschile. La differenza di comportamento fra i generi comincia a manifestarsi già a partire dagli 11 anni e tende a ridursi solo dopo i 75.” ( Fonte ISTAT)
Anche durante le presentazioni di libri, il pubblico maschile è numericamente di parecchio inferiore, arrivando a non superare una percentuale del dieci/venti per cento sul totale.
La lettura è un’attività passiva, per usare un ossimoro. Quindi, tradizionalmente più adatta al femminile.
Probabilmente, gran parte degli uomini preferisce dedicarsi allo sport, non importa se passivo.
Sprofondati nel divano, le ciabatte ai piedi, i maschi di casa danno del cretino all’arbitro e incitano i calciatori a darsi una mossa.
Quindi, la lettura è considerata poco virile.
E la scrittura, lo è?
Gli scrittori che ho conosciuto io, comunque gli intellettuali in genere, (pochini, per la verità) appartengono a una specie particolare di uomo, non esattamente l’homo habilis, il primo produttore di attrezzi in selce, ormai da tempo soppiantato, come sappiamo, dall’homo sapiens sapiens.
Sono in genere uomini con poco senso pratico, a volte effeminati, a volte duri e puri.
E’ più facile trovare tra gli artisti un intellettuale che coincida anche con l’immagine stereotipata del “maschile”, nonostante il suo lavoro sia orientato a cose inutili ai fini delle quotidiane incombenze, molto lontane dagli attrezzi in selce che servirono ai nostri progenitori a cacciare e sfamarsi . Forse perché l’arte, come dice l’etimologia stessa della parola, presuppone il fare, il produrre.
Ma la mia esperienza diretta è, come ripeto, estremamente limitata, e quindi non fa testo.
D’altro canto le scrittrici, e le artiste in generale, tendono a disinteressarsi delle cose che comunemente appassionano le donne: le pulizie di casa, lo shopping, la moda, e amenità del genere.
Un mio conoscente, esperto di naturopatia, tempo fa sosteneva che chiunque scriva, o si dedichi ad attività creative o artistiche, lo fa per compensare una carenza, per metabolizzare un disagio altrimenti inesprimibile. Questo accomuna sia gli uomini, sia le donne che si dedicano a queste occupazioni. Sarà vero?
Se partissimo da questo assioma, ne deriverebbe che, accanto al genere femminile e a quello maschile che compongono la specie Homo sapiens sapiens se ne configura una terza, che comprende sia uomini, sia donne: l’homo sapiens sapiens sapiens non-troppo-habilis.
Beh, in questo caso, sono lieta di farne parte.homo habilispollock

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Informazioni su giuseiannello

Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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