Caravaggio e #FridaKahlo con il Prof. Castelli a @Milanodavedere, dualità a confronto #Milano

Il Prof. Giuseppe Castelli, storico dell’arte, critico e curatore, terrà sabato 4 ottobre, alle ore 17,00, una lectio magistralis sul tema del doppio nella pittura di Frida Kahlo, di Caravaggio e più in generale nella storia dell’arte.
Non mi soffermerò ancora sulla Kahlo, di cui ho già ampiamente parlato (forse troppo, e me ne scuso).
Cercherò, invece, di concentrare la mia attenzione su una delle opere di cui parlerà domani il Prof. Castelli.
Si tratta de “Il Bacchino malato”, che sembra essere un autoritratto giovanile (1593-94 ) di Caravaggio, e si trova nella collezione Borghese a Roma.

bacchino malato

Pare che abbia cominciato il dipinto in seguito alla sua dimissione dall’Ospedale della Consolazione, dopo aver rischiato la vita, non si sa bene se per la peste o una brutta ferita provocata dal calcio di un cavallo.
Questa tesi sembra essere suffragata dal colorito spento del soggetto raffigurato e, soprattutto, dal pallore delle labbra.
E’ proprio in momenti come questi, quando si capisce la precarietà del nostro stare al mondo e la fragilità di una macchina, il nostro corpo, che ci sembra perfetta e inattaccabile, e invece si rivela quanto di più vulnerabile si possa immaginare, è in questi frangenti, dicevo, che si apprezza maggiormente la vita.
Caravaggio metabolizzò l’esperienza da artista qual era, rappresentandosi come il dio Bacco, il gaudente per eccellenza, con l’aspetto malato.
Quello che è interessante, ai fini del doppio, è il contrasto tra la divinità di Bacco, per sua stessa natura eterna, come vuole sottolineare l’edera posta sul capo, e la caducità delle cose terrene, ossia la malattia del Bacchino-Merisi, che si specchia negli acini marci presenti nel grappolo d’uva che il soggetto porta alla bocca.
Ben lontana da questa sarà l’opulenta rappresentazione di Bacco nell’olio del 1596-97, ora agli Uffizi.
Bacco

Spesso gli artisti, Caravaggio e  Frida Kahlo nel nostro caso, sono tra i pochi che hanno la voglia di indagare su se stessi e le proprie miserie, e soprattutto hanno il coraggio di mostrarsi sinceramente, quasi impudicamente mi verrebbe da dire, all’osservatore, al suo giudizio.
“Una mostra d’arte dedicata al “doppio” è prima di tutto un atto di coraggio e una sfida, e poi tutto il resto. Scelta coraggiosa perché l’adesione a tale programma impone ad ogni partecipante una profonda disamina interiore, condotta senza infingimenti o inganni, sincera e indipendente, osservando se stessi e la propria opera quasi dall’esterno, escludendo qualsiasi partecipazione emotiva. Un’operazione difficile, dunque, a cui non tutti sono disposti a sottostare. Una volontà assoluta di sincerità (e sappiamo bene tutti come sia spesso difficile essere sinceri) è l’impegno richiesto all’artista…” dice il Prof. Castelli nell’introduzione al catalogo dell’evento, che è disponibile gratuitamente fino al 4 ottobre presso la Casa delle Culture del mondo, in Via Natta, 11 a Milano.
https://www.facebook.com/events/697340233653944/?fref=ts

Annunci

Informazioni su giuseiannello

Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...