Cronaca semiseria 3, Monica Guerritore Appassionata #DonneInArte @alecoscino

E’ arrivata al ridotto del Cagnoni con passo sicuro, tra l’Assessore alla Cultura Daniela Del Frate, il sindaco Andrea Sala ed Ermanno Paccagnini. La sala è sembrata davvero troppo piccola per lei, per la sua presenza così forte,  e per il numeroso pubblico che era lì per ascoltarla.
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La sua bellezza ha subito riempito gli sguardi. Una bellezza matura, piena, come può esserlo solo quella di chi è consapevole di un lungo percorso di vita e, nello stesso tempo, sta proiettando tutte le sue energie verso progetti futuri.
Anche lei ha usato spesso, stasera, questo aggettivo: pieno. L’ha attribuito al mondo spirituale di Giovanna d’Arco, l’appassionata per eccellenza, per contrappore la pienezza della sua passione civile e religiosa, guidata dalla certezza della voce divina, al vuoto di tante donne che cercano di riempire le loro carenze con la presenza di  un uomo, o con qualcosa d’ altro,  che tuttavia quel vuoto interiore non possono riempire. Le ha dedicato, da regista e interprete, lo spettacolo teatrale “Giovanna d’Arco”, 2005, a partire dalla scena iniziale. Ci ha raccontato di essere partita dall’unico momento di paura di quella grande donna, la visione del palo addosso a cui avrebbe incontrato la morte.
Ha parlato a lungo anche della Fallaci(  “Mi chiedete di parlare”, 2011) di come si sentisse, all’inizio,  così lontana dall’odio “leghista” dell’ultimo periodo della scrittrice verso gli islamici. E ha ribadito più volte il concetto : leghista uguale intollerante, davanti al sindaco leghista, che fingeva di non afferrare e fissava sorridente un punto indefinito,  nell’imbarazzo generale, mentre il pubblico rideva sotto i baffi ( di chi li porta con orgoglio e di chi non aveva fatto la ceretta).
Ora, io non so se Monica Guerritore fosse al corrente dei colori della nostra Giunta, e quindi è stato un momento di coraggiosa sincerità alla Fallaci, o se la gaffe sia del tutto involontaria, in ogni caso è  stato un divertente momento di spettacolo.
Ma torno seria, che è meglio.
Studiando la vita di Oriana si è, invece, resa conto che aveva un percorso che la portava in maniera quasi naturale a quella posizione di netto contrasto all’integralismo islamico, si è immedesimata nell’Oriana malata e isolata che, dalle grandi finestre del suo appartamento a New York, era testimone di quanto era successo l’11 settembre 2001, rivivendo probabilmente i bombardamenti sulla Firenze della sua vulnerabile adolescenza. Si è chiesta quanto può aver inciso tutto questo, in aggiunta agli infiniti scenari di guerra in cui è sempre stata presente, da cronista, in prima linea, nella valutazione di quello che stava succedendo in quel momento, in cui lei tornava alla stessa vulnerabilità di quegli anni. Quella stessa donna che, durante l’intervista a Khomeini,  si era tolta il velo, deve aver detto: “Basta, adesso è davvero troppo”. E ha cominciato a scrivere contro l’Islam iconoclasta, che non umanizza Dio per renderlo più temibile, che annulla secoli di arte in cui la cristianità questo Dio l’ha umanizzato.
Michelangelo Dio
Ha parlato di molte altre donne che l’hanno ispirata, da Liv Ullmann a Patrizia Valduga, alla Merini, ma anche di Dante, Leopardi, Defoe, Dickens, e di fisica subatomica, di cui nulla capisco, e perciò vi rimando al link http://www.treccani.it/enciclopedia/fisica-nucleare_(Enciclopedia_della_Scienza_e_della_Tecnica)/
Ad Alda Merini ha dedicato lo spettacolo “Mentre rubavo la vita…!”, durante il quale intensamente canta e interpreta le sue poesie su musiche di Giovanni Nuti. (https://www.youtube.com/watch?v=2SUnucHP-AI )
Una cosa che Guerritore ha sottolineato più volte è la sua formazione da autodidatta, di cui va molto orgogliosa. Ha iniziato quindicenne a fare teatro con Strehler, ma è arrivata a presiedere il Premio Campiello, di cui faceva parte anche Ermanno Paccagnini, che proprio in quell’occasione l’ha invitata.
Credo sia giusto che rivendichi la sua crescita professionale e i suoi traguardi. Forse, tra qualche anno, nessuno ricorderà più i nomi di quei professori della giuria del Campiello, ma molti sapranno ancora chi era Monica Guerritore.
La Storia non valuta sulla base di quanto sapevi, ma misura la grandezza delle cose che hai fatto utilizzando quella stessa conoscenza.

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Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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