Piccola storia di ordinaria follia con camelia e #BUKOWSKI @CasaLettori

Stasera mi sono fermata a guardare una camelia: pochi fiori ma rossi, bellissimi. E’ fiorita fuori stagione, in questo strano autunno caldo che sembra più una primavera inoltrata.
Ho pensato che fosse come certe persone, che realizzano molto avanti negli anni il progetto per cui sentivano di essere nati.
Non sono riuscite prima, anzi, non ci hanno nemmeno provato, per  la paura di non farcela, per il timore del cambiamento, per il condizionamento pesante delle situazioni economiche o familiari. Ma quando imboccano la strada della realizzazione di se stessi non li ferma più nessuno. Produrranno poco, forse, ma può darsi che le loro fioriture tardive siano destinate a restare a lungo, anche oltre il loro inverno.
Charles Bukowski aveva quarantanove anni quando scrisse a un giovane editore tedesco:  “Avevo solo due scelte, quella di restare all’ufficio postale e impazzire, o quella di uscire dall’ufficio postale, scrivere e morire di fame. Ho deciso di morire di fame”. Un anno dopo, nel 1969, pubblicò Post Office, che sarà il primo di oltre sessanta opere. Scrisse fino alla sua morte, nel 1994, e noi lo leggiamo ancora.

BukowskiDI

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Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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