“Da dove viene l’odio?”, cronaca serissima di una serata con @VitoMancuso

MANCUSO
Non ho ancora parlato della serata che “Appassionata”, la rassegna letteraria di Vigevano, ha dedicato a Vito Mancuso il 22 ottobre scorso. Non è che l’argomento non mi abbia coinvolta. Tutt’altro. E’ che il complesso tema trattato non si presta a cronache semiserie come le precedenti, meritando invece lunghe riflessioni, parzialmente rimandate.
Non conoscevo Mancuso se non per averlo ascoltato qualche volta in TV (dal buon Fazio), ma credo sia il caso di approfondire il suo pensiero, che trovo davvero interessante. Anzitutto ha tutto il mio rispetto perché non è facile per un teologo, e un teologo che è stato a suo tempo ordinato sacerdote, affermare che si sente parte della comunità cristiano-cattolica ma si trova in disaccordo con alcuni  dogmi della Chiesa. Direi ,anzi, che è decisamente coraggioso, visto che, in altri tempi, sarebbe già stato scomunicato o arso sul rogo. Non è comodo per nessuno andare controcorrente, affermare le proprie convinzioni che vanno in una direzione diversa da quella ufficiale, condivisa dalla maggioranza del gruppo di cui ci si sente parte.
Voglio qui condividere alcune annotazioni scritte durante la presentazione del suo nuovo libro “Io amo”.
Mancuso dice che nessun teologo serio può pensare oggi di poter detenere la verità assoluta, prescindendo dalle altre religioni monoteiste, ossia l’ebraismo e l’islamismo, o dalle filosofie orientali come il buddismo.
Sempre secondo lui,  la nostra si sta configurando come una nuova epoca assiale. Nella prima, che il filosofo tedesco Karl Jaspers (1883-1969), colloca dall’800 a.c. al 200 a.c., in Cina vissero Confucio e Lǎozǐ, in India fecero la loro comparsa le Upaniṣad, in Nepal nacque il primo, storico, Buddha, in Grecia arrivò Socrate che iniziò Platone, in Palestina fecero la loro apparizione i profeti, da Elia a Isaia e Geremia che ebbero il compito di annunciare la legge di Dio e l’arrivo di Gesù, una delle incarnazioni del Cristo (ce ne sono altre, sempre secondo il pensiero di Mancuso).
Il teologo non mette in diretta contrapposizione il bene e il male, né l’amore e l’odio, e anche questo è un aspetto molto interessante del suo pensiero. Anzi, rispondendo a una domanda del pubblico, ha ammesso sinceramente che non si è mai posto il problema dell’origine dell’odio. Lo spettatore chiedeva esattamente: “Se l’amore viene da Dio, da dove viene l’odio?” La sua risposta mi ha spiazzata, perché anni e anni di catechismo mi hanno inculcato l’idea che l’odio, il male, vengono da Satana, l’antagonista di Dio,  e davo per scontato che fosse questa la risposta di un teologo cristiano.
Non è facile affrancarsi da certi imprinting, ma nei giorni seguenti la domanda di quello spettatore mi ha spinta a confrontarmi sull’argomento con una cara amica , e mi ha portata a fare questa considerazione: di sicuro è comodo attribuire tutto il negativo a una forza esterna a noi; questa alterità ci rassicura ma nello stesso tempo ci   deresponsabilizza rispetto alle nostre azioni. Quindi: da dove viene l’odio? Qui il discorso si fa davvero complicato, e io  non sono certo in grado di svilupparne le estreme conseguenze. Se non ha risposto Mancuso, figuratevi io.
Ma voglio sbilanciarmi a formulare un’ipotesi che è seguita alla discussione con l’amica di cui vi parlavo, tra una tisana ai frutti di bosco e una fetta di torta alle carote, quindi prendetela per quello che è, una chiacchierata tra donne.
Per arrivarci, riprendo l’argomento del libro di Mancuso: l’amore, che, come ha detto più volte durante la serata,  è una forza cosmica e che, secondo il suo pensiero non universalmente condiviso, fa parte della materia fin dal suo nascere. Questa grande forza, che possiamo anche chiamare spirito, aggrega la materia stessa. Siamo quindi davanti alla tesi che una scintilla d’amore, che Mancuso identifica in ultima analisi con  Dio, sia intrinsecamente connessa a ogni atomo e frazione di atomo esistente nell’Universo.
Supponiamo che, diversamente da quanto ha detto il teologo,  anche l’odio sia una forza cosmica connaturata alla materia e, quindi, anche in noi. Ciò significherebbe che entrambe queste forze inducono nella materia, e anche nella materia governata dallo spirito come la nostra, delle modificazioni . Se queste due forze fossero in perfetto equilibrio, si avrebbe stabilità, che significa tranquillità, ma anche arresto nella modificazione della materia, quindi staticità,  mancanza di evoluzione. Questo non avviene praticamente mai, perché tutto è continua evoluzione.
Seguendo questo ragionamento, nelle epoche assiali  le forze in campo imprimerebbero nella materia un’accelerazione, che può andare in una qualsiasi delle direzioni possibili, a seconda che prevalga l’una o l’altra forza. Nell’epoca assiale che ha preceduto Cristo a prevalere è stato l’Amore, con il fiorire del pensiero di grandi saggi, in più luoghi non in diretta correlazione, che indussero il pensiero, l’Umanità, a evolversi. In epoche più recenti, come nel periodo nazista, potrebbe aver prevalso l’odio.
Speriamo che nella nostra, la nuova epoca assiale ipotizzata da Mancuso, sia l’amore ad avere la meglio. Certamente sta a noi, alla materia governata dallo Spirito, scegliere in quale direzione andare.

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Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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