Xantelasma e lipoma depongono per Chataria #LeonardodaVinci #arte

A partire dal 2005 Lisa Gherardini del Giocondo è stata ufficialmente identificata come il soggetto raffigurato nel celebre “Monna Lisa”, visitabile al Louvre di Parigi. Però, all’epoca di esecuzione del dipinto, stabilita intorno all’anno 1503, Lisa Gherardini aveva circa ventiquattro anni, e aveva appena messo al mondo il secondo dei suoi cinque figli. Ho letto in giro per il web che ad avvalorare la tesi che si tratti proprio di lei ci sarebbe il velo che poggia dolcemente sui capelli della Monna Lisa, e che scende fino sull’abito, e che secondo alcuni, agli inizi del Cinquecento questo velo veniva portato dalle donne incinte o che avevano appena partorito. Ma ci sono due particolari che non depongono a favore della giovane età del soggetto: lo xantelasma nell’incavo dell’occhio sinistro e il lipoma sulla mano destra.
volto e velo gioconda evidenziatamani della gioconda evidenziate

“Con il termine xantelasma (detto anche xantelasma palpebrale) ci si riferisce ad un deposito di colesterolo giallastro, nettamente delimitato sotto la pelle, di solito sopra o intorno alle palpebre. Anche se non risulta né dannosa né dolorosa, questa piccola escrescenza può risultare deturpante e può essere rimossa. Lo xantelasma si ritrova con maggiore facilità in soggetti di origine asiatica e del bacino mediterraneo.” (Wikipedia) Ora, per quanto Lisa Gherardini potesse avere colesterolo e trigliceridi fuori range, sarebbe davvero strano che alla sua giovane età avesse già  formazioni di questo tipo, entrambi riferibili a patologie metaboliche legate appunto all’elaborazione epatica dei grassi. Per di più, ci informa Wikipedia, lo xantelasma è più facilmente riscontrabile in soggetti di origine asiatica. Quindi, il soggetto identificato come “La Gioconda” potrebbe avere una quarantina d’anni ed essere di origine asiatica. Non ci vuole molto a intuire che questi due elementi escluderebbero che si tratti di Lisa Gherardini e potrebbero rilanciare l’ipotesi che si tratti proprio di un ritratto della mamma di Leonardo, dando naturalmente per scontato che Chataria fosse di origine asiatica. Anche nel caso che il velo, come ho già detto, indichi la maternità, quale attributo potrebbe essere più adatto, visti i rapporti di parentela con colui che la ritrae? Ciò che ho trovato io sul velo, comunque, è che “Alla fine del Quattrocento il velo decade completamente, rimanendo solo per le vedove e per le donne di una certa età” http://www.treccani.it/enciclopedia/velo_(Enciclopedia-Italiana)/ e siamo ancora per l’attribuzione di un’età non più giovanissima del soggetto. Studi con strumenti sofisticatissimi da parte del CNRC canadese ci dicono che nel primo abbozzo sulla tavola questa donna portava una cuffia, successivamente cancellata. E’ altamente improbabile che, se si trattasse di un quadro commissionato dal Giocondo per celebrare la propria ricchezza e la nobiltà della sua donna, Leonardo avesse pensato di ritrarla con una cuffia in testa… Bisognerebbe avere un’idea precisa  della foggia di questa cuffia, ma penso che questo copricapo si addica maggiormente a una serva, una schiava, magari, ed ecco tornare la nostra Chataria. Ma la mia indagine non si ferma qui ( mi sento un po’ Giacobbo).

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Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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