Limonata afrodisiaca con #LeonardodaVinci all’ Acquarosa #Rinascimento

“Acquarosa afrodisiaca di Leonardo”
Ingredienti:

-1 litro di acqua minerale
-2 limoni non trattati
– 4 cucchiai di zucchero
– petali di rosa essiccati
– 1 coppa di alcool a 90°
Riempite un recipiente con acqua minerale naturale. Aggiungete il succo dei due limoni, lo zucchero, i 4 di petali di rosa essiccati e l’alcool. Miscelate e lasciate riposare circa tre ore al buio in un luogo fresco. Filtrate quindi il liquido (“colati in tela bianca”) con l’aiuto di un imbuto. Servite la bevanda fresca, come la bevono i Turchi d’estate (“è bevanda di Turchi la state”).
limonata
Questa bella ricetta è contenuta nel codice Atlantico ( Biblioteca Ambrosiana, Milano) ed è un’altra conferma degli stretti rapporti di Leonardo da Vinci con l’Oriente, con la Turchia in particolare, dove pare si sia recato negli anni precedenti il suo trasferimento a Milano, forse in cerca delle sue radici materne. Chataria poteva essere arrivata proprio da Costantinopoli, da dove passava gran parte del traffico fiorentino degli schiavi di quel periodo storico.
Altra conferma del suo viaggio in Oriente è uno dei tanti progetti di Leonardo:  il ponte sul Corno d’Oro tra Pera e Costantinopoli, che era stato inviato al sultano turco Bayazid II e rinvenuto recentemente nell’archivio del Topkapi.
Dobbiamo forse al marito di Chataria, il fornaio Achattabriga, la passione di Leonardo per la cucina. Si dilettava a inventare nuove ricette ( e ti pareva!) e a utilizzare spezie nostrane e orientali, quali curcuma, semi di papavero, zafferano.
Non tutti sanno che Leonardo, per arrotondare il magro stipendio come garzone alla bottega del Verrocchio,  di sera si trasformava in aiuto cuoco nella “ Taverna delle tre lumache” e che, insieme a Botticelli, aprì in seguito la taverna “Le tre rane di Sandro e Leonardo”. A quanto pare non ebbe molta fortuna nell’attività culinaria. Era forse troppo avanti, rispetto ai tempi: aveva ridotto le porzioni, incrementato la cucina vegetariana e, ci scommetto, scriveva menu illeggibili da destra a sinistra.
Incontenibile pure in questo campo,  progettò numerosi oggetti che dovevano facilitare il lavoro in cucina  per pelare, tritare e preparare gli ingredienti,  un prototipo di cavatappi, di trita-aglio, di una macchina per affettare le carni e una per formare gli spaghetti;  si adoperò perché i cibi fossero tenuti al caldo prima di essere consumati e progettò strumenti per aspirare il fumo dalle cucine. Scopro solo ora, cercando qua e là sul web, che dobbiamo a Leonardo udite udite…l’invenzione del tovagliolo, che fece la sua prima comparsa sulla tavola di Ludovico il Moro nel 1491, forse in occasione del matrimonio del duca con Beatrice d’Este.  Con o senza limonata, quanto amo quest’uomo!

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Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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