La libertà assoluta significa anche solitudine @Poesia2punto0 #Pasolini

Pasolini

«Ho voluto la mia solitudine
sono senza amore, mentre, barbaro
o miseramente borghese, il mondo è pieno,
pieno d’amore…
e sono qui solo come un animale
senza nome: da nulla consacrato,
non appartenente a nessuno,
libero di una libertà che mi ha massacrato».

Pier Paolo Pasolini

Una dannazione che fu anche di Pavese, e di tutti quelli che antepongono se stessi, e la propria vocazione alla creazione artistica, alla costruzione del  rapporto con gli altri.
Se hai la sfortuna di avere quest’ansia -“la maledizione del conoscere e il tormento creativo”, così la chiama Thomas Mann- e non riesci a gestirla con equilibrio, sei veramente perduto.

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Informazioni su giuseiannello

Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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3 risposte a La libertà assoluta significa anche solitudine @Poesia2punto0 #Pasolini

  1. augusta bariona ha detto:

    Perduto? Rispetto a cosa e a chi? Definirei perduto chi ha la sfortuna di non sopportarela sua banalità e insegue sogni di creatività e profondità, di un’individualità malamente consacrata allo scambio con il prossimo per sempre e solo Ego. Ego declinato come paura in tutte le sue espressioni o bisogno di emergere o di evitare il vuoto. La profondità dell’amore vero altruistico a parte Madre Teresa e suoi simili, è di pochi, come il coraggio di proseguire e perseguire quel che si sente. Gli altri son perduti e fanno della loro anima solo una stucchevole estranea, inamidati dalla banalità del buonsenso, dall’invidia profonda ma garbatamente celata grazie a un’educazione assolutamente noiosa, dall’altergia annidata tra le pieghe della pelle.
    Conosco molto, molto bene cosa significa.
    Come mi dico spesso: sono qui, son progioniera della mia libertà, quella libertà per la quale ho sempre strenuamente combattuto, quella che si è fatta avanti quando ci ho provato a lasciarla da parte. D’altra parte si nasce così e proprio l’altro ieri durante una telefonata, la mia amata tata che mi ha allevato e cresciuto per vent’anni me l’ha con i suoi racconti.
    Noi Anime perse nel corridoio infinito del tempo, ci ripetiamo nelle nostre stesse forme per comprendere il bocciolo di rosa nascosto nell’iride del gatto.

    Sempre solo uomini, donne impaurite che vivono le ombre riflesse degli uomini.
    Consiglio il bel libro, non per tutti perchè impegnativo e la gente non ha voglia di solito, “artiste” della bravissima e stimatissima ( da me) martina Corgnati. Edizione Bruno Mondadori.
    Donne non corriamo solo con i Lupi.

    • giuseiannello ha detto:

      Molto bello, Augusta, “Noi Anime perse nel corridoio infinito del tempo, ci ripetiamo nelle nostre stesse forme per comprendere il bocciolo di rosa nascosto nell’iride del gatto.” E’ tua questa frase?
      Il resto è una tua rispettabilissima opinione, maturata, lo so, sulla tua pelle.
      Sono convinta che ci siano molte forme di infelicità. Una è sentirsi sminuiti dal dover scendere a compromessi per inseguire i propri sogni. Un’altra è non scendere a compromessi per inseguire i propri sogni e rimanere soli. E’ di quest’ultima che parla Pasolini.

  2. augusta ha detto:

    Si Giuse , ci mancherebbe che non fosse mia. Cito sempre le fonti se non è farina del mio sacco. Forse come Valéry dovrei pubblicare i miei diari? Pieni zeppi di queste perle:-)?? E farmi vanto di quanto e come sono? Ahahahahah:-) Non sarò certo io!! Mon Dieu.
    Ma certo ho compreso benissimo ma io rispondevo a Pasolini proprio per tirarlo su, diciamo così. Ben conosciamo i momenti di solitudine come macchia d’olio nell’acqua di chi ha scelto ma a che lui sapeva benissimo che come si cade in un abisso più profondo si risale in cime dove pochi arrivano. Pasolini ben sapeva chi era: altalenante tra un intelligenza sublime e un’emotività corrosa. Più ne sei consapevole più trovi una leggera mestizia di sottofondo, con una pennellata di ironia acida e sottile. E la noia, la noia intellettuale che provoca chi sta nei ranghi della miseria borghese quella è un’altra situazione che ti porta alla solitudine ( la sterile critica d’arte dei nostri giorni è un esempio chiarificatore).
    “Poesia in forma di rosa”: che belle eh?
    Byebye.
    p.s. grazie per aver accetttato il mio intervento.

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