Il difficile è accettare che la malattia possa dipendere anche da noi

Poco tempo fa un social letterario lanciò un hashtag che faceva riferimento “al libro che  cambia la vita”. Io sviluppai il tema  con un registro comico e ne venne fuori un racconto passabile, ma se dovessi rispondere seriamente, l’unico libro che mi viene in mente è questo:
tavolasalute
Sì, proprio questo, non “Sulla strada” o “Il fu Matta Pascal”, ma “La tavola della salute” di Catherine Kousmine. Lo acquistai “per caso” alle Poste circa otto anni fa; durante una interminabile fila ce l’avevo proprio di fianco su uno scaffale e avevo cominciato a sfogliarlo, trovandolo interessante.
Allora non lo sapevo, ma Catherine Kousmine è stata una dottoressa svizzera di origine russa morta nel 1992, una ricercatrice che ha cercato di curare le malattie degenerative attraverso l’alimentazione e un apporto bilanciato di vitamine e grassi insaturi. In questo libro, oltre a fornire un’infarinatura sul ruolo che le diverse vitamine e gli oligoelementi giocano nel funzionamento del nostro corpo, riporta vari casi di pazienti guariti o decisamente migliorati con il suo metodo.
Se vi interessa, potete trovare a questo link le sue linee-guida: http://www.kousmine.net/i-pilastri-del-metodo/lalimentazione.html
Dal momento dell’acquisto di questo libro ho cominciato a interessarmi di alimentazione, integrando  questo metodo con altre informazioni, ho eliminato quasi del tutto i latticini e sono così arrivata a guarire da disturbi cronici che nessun medico, dico nessuno, era riuscito a risolvere. E devo dire che, per mia fortuna, ho sempre incontrato ottimi medici, per altri versi competenti e scrupolosi, che non finirò mai di ringraziare.
Il problema è che la medicina interviene solo dopo che il danno è fatto, e non studia gli effetti dell’alimentazione, sottostimandoli, anzi, spesso ignorandoli del tutto.Nelle nostre facoltà di medicina non si mette in relazione il cibo come concausa dello svilupparsi di certi tipi di malattia, perché, purtropp0, la medicina convenzionale è influenzata da questi due fattori:
a) La ricerca finanzia sostanzialmente la scoperta di nuovi farmaci, che possano incrementare gli utili delle aziende farmaceutiche, le quali, a loro volta, hanno interesse a tenere in vita i pazienti quel tanto che basta a farli consumare i loro farmaci, non certo a guarirli del tutto. Guarda caso, i farmaci hanno tantissimi effetti collaterali, che saranno curati con altri farmaci.
E pensare che i medici, prima di iniziare la professione, prestano il  giuramento di Ippocrate, che ha detto: ”  Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”.
b) La nostra cultura tende a deresponsabilizzare l’individuo, delegando la cura della salute esclusivamente alla classe medica, in un’ottica tutta occidentale di netta divisione delle competenze e di frammentazione delle conoscenze.
Come in tutte le cose, anche in quelle dello spirito, è invece fondamentale che ci assumiamo le nostre responsabilità: buona parte di ciò che ci accade dipende da noi.

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Informazioni su giuseiannello

Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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