La riparazione del dolore e la bellezza della fragilità

kintsugi

In Giappone con l’arte del kintsugi (che tradotto significa riparare con l’oro) si recuperano gli oggetti vecchi e rotti con una colatura d’oro, rendendoli ancora più pregiati di prima.
A mezzanotte buttiamo pure fuori dalla finestra rancori, delusioni, rabbie, tutte le ingiustizie che ci sembra di aver patito. Ma siamo pronti a recuperarli, domani, ricucendo i nostri pezzi con consapevolezza. Fanno parte di noi, è per questo che sono preziosi.
Ecco, per questo 2015 che sta per arrivare, auguro a tutti di riuscire a riparare le fragilità con l’oro dell’accettazione. Solo elaborando il dolore che ci ferisce possiamo recuperare la nostra integrità, rendendoci più belli, unici.

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Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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2 risposte a La riparazione del dolore e la bellezza della fragilità

  1. Augusta Bariona ha detto:

    Barbara Bloom, un’artista contemporanea, magari l’hai già letta da qualche parte, ha usato questa tecnica per una serie di lavori. Anche un altro paio di artisti l’hanno usata. Tutti la stessa modalità con i pezzi del servizio di porcellana riparati. Ognuno ha esposto la serie in modo differente. Tecnica molto interessante che alchemicamente, trasponendola a modalità spirituali di trasformazione dell’Essere, possiamo tradurre con Aurum. La trasmutazione, profonda, porta ad una nuova visione ed uso dello spazio/materia. negredo, Albedo, Rubedo.
    Buona fine d’anno.

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