Odio i giorni di pioggia #LETTERATUREURBANE 1.0 [CENTO44]

pioggia in Via Silva

Uno dei testi che ho scritto per LETTERATURE URBANE 1.O [CENTO44], stavolta in versione romantica. La bella fotografia di Nicola Claudio Palermo mi ha fatto tornare alla memoria gli stratagemmi, a volte puerili, con cui gli innamorati cercano di incontrare l’oggetto dei loro desideri. Adesso mi sembra impossibile, ma queste cose, qualche secolo fa, le ho fatte anch’io!

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Odio i giorni di pioggia, le ore inutili trascorse a sfogliare l’album dei ricordi.
Le grandi gocce d’acqua trascinano il tempo nella stanza chiusa e io m’ingegno su come sventrare le nuvole, creando un varco al sole sconfitto.
Se m’aiutasse un dio, se m’aiutasse Dio!
Tornerei a camminare sul porfido della tua via, la pelle nuda, a farmi accarezzare dall’ultimo soffio d’estate.
Tu sarai lì, a fumare sulla soglia in pietra. Potrei guardarti in faccia e salutarti, come se t’avessi incontrato per caso. Non potrai fingere di non vedermi, piegando il tuo ombrello dalla mia parte in balia d’una folata molesta, come hai fatto stamattina.
Le nostre solitudini, i nostri sguardi, dovrebbero incrociarsi per forza.
Poi, forse, ognuno tornerebbe alla sua strada.

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Informazioni su giuseiannello

Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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