Io capisco chi non legge perché…

Favino

Diciamocelo: la cultura può essere noiosa.
Confessiamolo: alcuni esponenti dell’intellighenzia sono spocchiosi e insopportabili nella loro convinzione di essere superiori agli altri per titoli accademici, pagine lette, riconoscimenti avuti.
Sarà per questo che certe trasmissioni che parlano di libri, anziché incentivarne l’acquisto, dissuadono ancora una volta il non-lettore, capitato per caso su quel canale durante un annoiato zapping, dal mettersi comodo in poltrona e scorrere qualche pagina?
Ben vengano, allora, le trasmissioni come quella di ieri sera su Rai3. Non aspettiamo che  ci sia un’altra giornata mondiale del libro!
Sono convinta da sempre che occorra spettacolarizzare e, quando si può, drammatizzare la lettura. Far vedere al pubblico che quelle “noiose” parole scritte vengono da persone in carne e ossa; dalle loro passioni, riflessioni, emozioni, vite. Farli cono
scere, inquadrare le loro mani, i loro occhi, ascoltare le loro parole. Far capire al futuro lettore che sono esattamente come lui, provano gli stessi sentimenti, subiscono le stesse frustrazioni, amano con uguale intensità. Solo, sono capaci di esprimersi meglio. Un lettore, in un libro, cerca sempre se stesso, in fondo. Anche quella parte di sé che non conosce ancora.
Non è un caso che quando Fazio intervista qualcuno a Che tempo che fa le vendite di quel Tale prendano subito il volo. Magari dopo c’è la Littizzetto, magari prima hanno cantato i Muse. Intanto il messaggio passa, la comunicazione c’è, in un contesto non noioso e settario come può essere la classica, tranquilla (troppo tranquilla) trasmissione dedicata ai libri (sempre su Rai3).
Favino che interpreta Gadda è qualcosa che non può lasciare indifferenti. Corona che si perde tra le proprie pagine spostandosi la bandana è un’immagine che ti rimane in testa. Sepùlveda che racconta aneddoti da grande narratore quale egli è, come se fossimo seduti davanti a una birra, in una notte stellata, è qualcosa che ti fa venire voglia di stare ancora in compagnia di queste strane persone, gli scrittori. Di leggere quello che hanno da dire.

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Informazioni su giuseiannello

Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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3 risposte a Io capisco chi non legge perché…

  1. Bralla Gabriella ha detto:

    Sono d’accordo su ciò che scrivi ma molte persone si perdono a vedere o sentire programmi non culturali per dimenticare, dimenticarsi forse di non essere all’altezza di molte situazioni, dimenticarsi dei problemi. Non è meglio perdersi nella lettura? Direi proprio di sì, se ti immergi in essa raggiungi mondi ed emozioni finora inesplorati. E ben sia. Gabriella

  2. agenda19892010 ha detto:

    Di ogni testo che abbia un valore deve essere possibile una duplice lettura 1) da specialista e 2) da non-specialista. Dimenticare questa “legge” porta alla situazione da te descritta. ☺.

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