Accetta chi sei. La poesia nutrila di quella terra e quella roccia che hai.

Seferis

SOLSTIZIO D’ESTATE, VII

Nel piccolo giardino il pioppo.
Il suo respiro conta le tue ore
giorno e notte,
clessidra che il cielo riempie.
Al rafforzarsi della luna le sue foglie
fanno scivolare passi neri sul muro bianco.
Al limite sono i radi pini
poi marmo e luminaria
e uomini come son fatti gli uomini.
Ma il merlo trilla
quando viene a bere
e senti a volte tubare la tortorella.

Nel piccolo giardino, dieci passi,
puoi vedere la luce del sole
cadere su due garofani rossi
un ulivo e un gramo caprifoglio.
Accetta chi sei.
La poesia
Non immergerla nei platani profondi
Nutrila di quella terra e di quella roccia che hai.
Il resto,
scava sul posto per trovarlo.

GIORGIOS SEFERIS (Smirne 13.3.1900 – Atene, 20.9.1971)
(da Tre poesie segrete, 1966 – Traduzione di Mario Vitti)
._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._

Apparteniamo alla terra che abbiamo scelto per nascere e ci nutriamo di quella che ci vede crescere.  Saremo della terra che ci vedrà morire, pronti ad accogliere chi in quello  stesso luogo verrà dopo di noi.


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Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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