La volpe, per questa volta, si è salvata. #destino

volpe

Saranno state le 22,30 e stavamo tornando dalla presentazione del mio ultimo libro a Candia Lomellina. I fari illuminavano  la strada buia che da lì arriva fino a Cozzo, attraverso campi solitari : ci sono solo campi coltivati, senza case, senza soluzione di continuità.
Si chiacchierava di come fosse andata bene la serata, e del locale che la mia accompagnatrice avrebbe dovuto raggiungere subito dopo, per un incontro tra amiche.
A un certo punto, dall’erba alta che costeggia l’asfalto, sbuca qualcosa di indistinto che assomiglia a un cane; ne incrocio lo sguardo fisso sugli abbaglianti, spaventato. Ha in bocca qualcosa di rosso, sanguinante: una piccola preda azzannata e uccisa. L’immagine è di una bellezza crudele.
“É una volpe!” grida la mia compagna di trasferta.
La volpe, con la prontezza dettata dall’istinto, fa dietro-front, e scompare nuovamente oltre l’erba alta.
Continuiamo a parlare, ma non riesco a togliermi dalla testa quell’immagine. Mi torna in mente una minilepre che la mia gatta ci portò in casa come regalo qualche anno fa.  Aveva delle ferite profonde sul collo, e tentammo di salvarla senza riuscirci. Era un batuffolo grigio e tenero, come forse era la preda della volpe.
Non so perché ci ho pensato stanotte tra un risveglio e l’altro, e perché  sono qui ancora a parlarne. Ma continuo a pensarci, e a riflettere su quanto siano spietate le leggi della natura, imperscrutabili e immutabili; tuttavia bisogna accettarle, anche quando sembrano ingiuste. La volpe, forse, non mangiava da giorni, e la minilepre ha seguito il suo destino. Per questo era nata, per nutrire chi, nella catena alimentare, sta sopra.
Anche di destino, nella serata, avevo parlato. Ma senza immaginare quel sangue e quegli occhi sbarrati dal terrore. La volpe, per questa volta, si è salvata.

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Informazioni su giuseiannello

Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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