Col corpo capisco, un viaggio nelle finzioni della mente – David Grossman

col corpo capisco

Perché ho comprato “Col corpo capisco” di David Grossman? Perché dovevo scegliere un brano da “Follia”, il primo racconto lungo che compone il libro per passarlo a Valerio Incerto, che lo drammatizzerà e creerà un sottofondo musicale adatto. Tutto questo nell’ambito della preparazione dell’evento proposto dal Gruppo di lettura Libellula per le manifestazioni collaterali alla rassegna letteraria Città di Vigevano, che quest’anno s’intitolerà “Tentazioni”. Il nostro piccolo evento, “Caro vitae, le tentazioni della carne”, ha lo scopo di valorizzare testi letterari di autori locali e di autori più famosi, premiati durante le precedenti edizioni della rassegna letteraria, attraverso un reading musicale, nel quale brani, dialoghi e poesie si integreranno alla musica dal vivo di un corno e un oboe, ma scenderò nei particolari tra qualche tempo.
Il racconto di Grossman ha risposto in pieno alle mie aspettative, tanto che ho potuto scegliere più brani in tema, ma mi ha dato molto, molto di più di ciò che cercavo.
Shaul, ricercatore scientifico in crisi, a causa di una frattura chiede alla cognata Ester di fargli da autista. Tra i due non c’è mai stata molta simpatia, eppure il lungo tragitto, l’oscurità, l’intimità forzata della situazione, fanno in modo che l’uomo le apra il suo cuore, o meglio, la sua mente, perché tutto quello che racconta, è probabilmente frutto della sua fantasia. Il lettore avrà forti dubbi che il tradimento di Elisheva, l’adorata moglie, sia mai avvenuto realmente. Shaul, invece, ne ha l’assoluta certezza e indica nell’unica ora in cui la moglie si allontana da casa per andare in piscina, il tempo perfetto per il quotidiano tradimento con un certo Paul, un tale che dieci anni prima ha fatto irruzione nella loro cucina per questioni di lavoro e che da quel momento ha incarnato nella sua testa la figura dell’amante. Quando torna Elisheva ha ancora i capelli umidi, la sua pelle odora di cloro. Tutto questo, però, per Shaul è solo tecnica del nascondimento che si è affinata nel tempo. Shaul ritrova Elisheva durante la notte in amplessi quasi inconsapevoli, quando i loro corpi, e le loro anime, liberi dal dominio della razionalità, possono finalmente esprimersi. La gelosia ossessiva lo porta a vivere intensamente la relazione della moglie, a immaginarne i gesti, a provare sulla sua pelle le sensazioni dei due traditori.
Il dettagliato racconto, durante il lungo viaggio che dovrebbe portarli a spiare la casa di vacanza di Elisheva (e quindi anche di Paul), tocca anche corde nascoste nella testa di Esti, la fa tornare a un rapporto amoroso mai dimenticato ma sommerso dalle incombenze quotidiane di moglie e di madre premurosa.
Ho trovato questo primo racconto geniale nell’impostazione ma un tantino prolisso, ripetitivo. Invece è solo totalmente geniale il secondo racconto, Col corpo capisco. Il titolo già di suo è un’invenzione straordinaria, ma di questo parlerò domani, perché devo assolutamente concentrarmi e lasciar sedimentare l’emozione, districare il coacervo di stimoli, ricordi, sensazioni, che questo racconto mi ha suscitato. L’autista, in questo caso, è Grossman-Rotem, e mi ha condotto con maestria verso una dimensione conosciuta ma troppo spesso dimenticata. Per ora dirò solo che il sentimento che accomuna i due racconti è la gelosia, e la consapevolezza che, in certe situazioni, attraverso la pura costruzione teorica, la mente, le ombre prendono il sopravvento e i fantasmi possono diventare reali. Meglio affidarsi al corpo, ai sensi, che hanno una strada privilegiata per arrivare al nocciolo delle cose, alla conoscenza di sé e dell’altro.

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Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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