da “La sabbia e l’Angelo” #poesia

Ti sei alzata di malumore, non hai dormito bene e hai mille cose da fare. Poi, cazzeggiando su Facebook mentre fai colazione, ti imbatti in una poesia. Meravigliosa. E non puoi fare a meno di condividerla.
La notte

Furono ultime a staccarsi le voci.
Non le voci tremende
Della guerra e degli uragani,
E nemmeno voci umane ed amate,
Ma mormorii d’erbe e d’acque, risa di vento, frusciare
Di fronde tra cui scoiattoli invisibili giocavano,
Ronzio felice d’insetti attraverso molte estati
Fino a quell’insetto che piu insistente ronzava
Nella stanza dove noi non volevamo morire.
E tutto si confuse in una nota, in un fermo
E sommesso tumulto, come quello del sangue
Quando era vivo il nostro sangue. Ma sapevamo ormai
Che a tutto ciò era impossibile rispondere.
E quando l’Angelo ci chiese. “Volete ancora ricordare?”
Noi stessi l’implorammo: “Lascia che venga il silenzio!”

Margherita Guidacci
https://it.wikipedia.org/wiki/Margherita_Guidacci

Per la poesia completa vi rimando qui: https://rebstein.wordpress.com/2007/12/11/la-sabbia-e-langelo-margherita-guidacci/

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Informazioni su giuseiannello

Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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