Il nostro caro angelo

battisti

Per anni ti ho dimenticato, sepolto sotto quintali di piccoli avvenimenti senza grande spessore, incapsulato in miriadi di emozioni superficiali.
Poi, ieri, a mia madre è venuto in mente Battisti; non Claudio Villa o Nilla Pizzi, proprio Lucio Battisti. Credo di non aver mai conosciuto davvero mia madre. Solo in quest’ultimo periodo, in cui la razionalità l’abbandona spesso, emergono le sue vere pulsioni, i suoi sentimenti di donna che mi ha vissuto accanto per anni e che non ho mai cercato nemmeno un poco di comprendere.
Siamo egoisti, noi figli: ci basta prendere, dare per scontato l’amore della donna che ci ha messi al mondo. Le sue attenzioni: normali. I suoi sacrifici: dovuti. Mai, nemmeno una volta, ci chiediamo se quella persona è davvero felice, se ha sposato l’uomo che amava veramente, se il suo è stato un matrimonio riuscito. Solo l’altro giorno, per dire, l’ho sentita nominare un certo Angelo. Chi è Angelo, le ho chiesto,  impazzivo per lui, mi ha risposto.
Ma sto divagando, come al solito, anche se a ben guardare il discorso ha un suo filo logico. Comunque voleva ascoltare Battisti, dicevo, e l’ho accontentata. Ho cercato su youtube e il primo video che ho trovato era Il nostro caro angelo.
Ho cliccato, ed eccoti lì. Sei tornato tu, prepotente, nudo come un verme dalla cintola in giù, ti torcevi sui sedili posteriori di una Millecento di seconda mano. Era grigia? No, forse blu, sì il blu era il tuo colore preferito. Una cosa ricordo chiaramente, che ti si formavano piccoli riccioli di lana nell’ombelico, trasmigravano ordinati dalla maglietta invernale alla piccola tana di pelle. La tua pancia odorava di sapone di Marsiglia. E mentre dal mangianastri Battisti ci urlava schitarrando il nostro caro angelo si nutre di radici e poi,  avevi un sussulto quasi di dolore, una piccola morte che mi faceva sentire onnipotente.
Mi sei venuto in mente ieri, Cesare, ma ormai Battisti è morto.

( da Ricucire frammenti di tempo e altri racconti)

 

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Informazioni su giuseiannello

Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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