INTIMOGRAFIE e altre scritture, appunti di viaggio

Una mostra personale è di solito una sintesi dell’ultima produzione di un artista, quindi un punto di arrivo di un certo periodo di lavoro. Diventa quasi sempre anche un punto di partenza: ci si mette alla prova, testando nel pubblico l’effetto che con la nostra comunicazione abbiamo sortito, ma soprattutto cercando di analizzare se la strada che abbiamo imboccato è quella che cerchiamo, se ci sentiamo a nostro agio nei panni di chi espone quelle determinate cose; si incamera un’esperienza importante nel proprio percorso artistico e magari si aggiusta il tiro.
Il vernissage della mia ultima personale, tuttora in corso presso Spazio Ar.co. in Vigevano, è stato proprio tutte queste cose, e molto altro ancora. Innanzitutto emozione e poi commozione, esaltazione, paura  di non essere all’altezza, allegria, amicizia, condivisione. Ecco, forse condivisione è la parola-chiave per descrivere il senso di questo ciclo tematico, le Intimografie, appunto.
Attraverso l’inserimento di oggetti, carte, pagine, fotografie che mi sono appartenuti, ho cercato di trasformare la mia pittura nella testimonianza di un’epoca, quella che ho vissuto, che stiamo vivendo. Non ci pensiamo mai, ma spesso gli oggetti ci sopravvivono, trascendono la loro funzione pratica per diventare ricordo, attestazione di uno stato o di un carattere della persona che li ha usati. Chi conosce il volto e i pensieri dell’uomo preistorico che usava quegli attrezzi di selce che sono arrivati fino a noi? Eppure è così che sappiamo tanto di lui: siamo in grado di dire se cacciava, se conciava le pelli, se possedeva una buona abilità manuale.
L’opening della personale mi ha vista anche nei panni di performer, affiancata da Pat Macchia, trasformatasi come per magia nel personaggio del mio quadro Inutile attesa.
Ho tagliato frammenti della stola che indossavo e Pat li ha distribuiti al pubblico presente. Per i tessuti ho scelto il rosso perchè è un colore che uso spesso ultimamente, e per i rimandi simbolici con cui lo si identifica: il sangue, il calore, l’amore, la passione.
Mi sono infine raccontata attraverso le domande di Chiara Milesi, cercando di essere il più sincera possibile.
Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti e chi ancora vorrà farmi visita nei prossimi giorni.
Il catalogo è disponibile in mostra.

 

 

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Informazioni su giuseiannello

Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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