Lino Porrari, istinto e ragione

Qualche tempo fa, in un gruppo artistico virtuale che ospita prevalentemente artisti astratti e informali, mi sono imbattuta nelle opere di Lino Porrari. Mi hanno colpita per la forza che emanano, quasi fossero testimonianze di una battaglia tra il supporto e l’artista. Gli ho chiesto di fare una piccola intervista su questo blog per poterlo conoscere meglio e quello che segue è il risultato.

-Vorrei cominciare questa intervista con tre sostantivi che possano farci capire chi è Lino Porrari.

Pittore Pittore Pittore.

-Sei stato allievo di Domenico Cantatore. Questo fatto ha in qualche modo influenzato il tuo modo di fare pittura?

No, direi di no……due mondi completamente diversi. Cantatore era un ottimo insegnante e molto molto severo: lasciava, ai propri allievi, completa liberta’ di espressione ma pretendeva serietà e dedizione assoluta verso il proprio lavoro.

-Dagli ultimi lavori è scomparso del tutto il figurativo, a parte qualche sagoma antropomorfa: è una scelta o un’evoluzione naturale del tuo percorso?

E’ un’evoluzione naturale. Lenta, lentissima ma naturale. Dopo anni di pittura si tende, in generale, ad eliminare …..a semplificare….a “ridurre”.

-Studi la composizione prima di eseguire l’opera o ti lasci guidare dall’istinto?

Istinto, puro istinto! Ma, in seguito, nel corso della realizzazione dell’opera, subentra la ragione che mette ordine nel caos iniziale.

-Ti senti un individualista che porta avanti una personale ricerca o fai riferimento a qualche movimento culturale?

Individualista al 100%

-Ti abbiamo invitato ad esporre con noi di Ar.co. nell’ambito del progetto “Prigionieri di un sogno”, nel quale il sogno è rappresentato dall’arte e i prigionieri, naturalmente, sono gli artisti.
Quali sono i tuoi rapporti con il sistema dell’arte, quindi con i galleristi, i curatori, i critici, le istituzioni pubbliche che se ne occupano?

Quei pochi rapporti che ho avuto sono stati deludenti ( tranne rarissime eccezioni) e ne sto alla larga: troppi incapaci, troppe mezze figure che con l’arte non hanno niente da spartire e troppi compromessi…..un ambientino da frequentare lo stretto necessario.

-Grazie per questa intervista, Lino, e complimenti ancora per il tuo lavoro.

Nato ad Ascoli Satriano/Fo, nel 1973 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Domenico Cantatore e riceve il premio “De Sanctis” come migliore allievo del corso di pittura.
Ultime esposizioni:
2010 “L’art contemporain italien. Le présent et le futur” mostra collettiva, Manoir de Cologny (Ginevra).
2010 mostra collettiva, Galleria Caro, Milano.
2009 “Implosioni” mostra personale, Mazzoleni Art Gallery, Alzano Lombardo (BG).2011: SELEZIONATO PER IL PROGETTO LABORATORIO DI ARTE TIVU’ (SELECTION).

 

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Informazioni su giuseiannello

Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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