Divenire

gatto-allo-specchio immagine scaricata dal web

È inutile resistere. Il meccanismo si è messo in moto e ormai non puoi farci niente: diventerai quello che una parte di te, quella che conosci meno, ha già deciso che sei. Hai dato il tuo benestare quando hai fatto quel piccolo, apparentemente insignificante, cambiamento.
Ti eri detto è poca cosa, ti eri rassicurato: niente del tuo mondo accogliente e congelato sarebbe sostanzialmente cambiato. Solo per una volta, cosa vuoi che sia!
Ti eri detto è un piccolo gesto, cosa può pesare nella mia esistenza, ormai tutto è già stato deciso, ormai…
Non ti sei reso conto. Ti eri lavato, fatta la barba come ogni mattina. Ti eri guardato allo specchio, la faccia sempre quella, la stessa del giorno prima. Gli occhi sempre verdi, la pelle uguale alla sera precedente, solo appena più piegata dal lato su cui avevi dormito.
Ti eri vestito con calma, era sabato e non avevi orari da rispettare. Avevi guardato fuori, il sole già sopra l’orizzonte illuminava la primavera che fino a otto ore prima avevi detestato. I narcisi erano rinati, come ogni anno, anche se tu non li volevi. Seduto sullo sgabello, infilandoti le scarpe avevi ripensato per l’ennesima volta alla situazione, agli errori, alle occasioni mancate. Storcevi la bocca senza volere, avresti spaccato tutto se solo avessi potuto. La porta e la primavera, i narcisi e la tua stessa bocca.
Ti eri specchiato un’ultima volta prima di uscire. All’improvviso quell’uomo cupo non ti era piaciuto.  Ma tanto non ti piacevi mai.
E se sorridessi al mondo? L’avevi pensato e ti eri risposto ma sì, tanto niente cambierà. Quell’uomo burbero appena sbarbato che avevi lasciato nello specchio, quell’uomo stanco di vita,  incredibilmente aveva ricambiato. Ti eri piaciuto. Ecco, quello, esattamente quello è stato il momento in cui l’effetto domino è partito. Solo una piccola, insignificante, tessera di un domino che non sapevi di aver comprato, si era mossa nella tua testa. Avevi perdonato te stesso per la prima volta, avevi guardato il tuo guscio con gli occhi di una donna innamorata che perdona anche le parole peggiori.
Appena fuori dall’uscio, il chiarore del giorno ti aveva sorriso.

Colonna sonora: Divenire, Ludovico Einaudi

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Informazioni su giuseiannello

Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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