Gli artisti e la formaggella di capra

formaggifoto scaricata dal web.

Quando devo andare in centro posteggio in una via semiperiferica, per non pagare il ticket e fare un po’ di movimento. Lungo il percorso che conduce in Piazza passo davanti a un negozietto che vende solo formaggi.
L’esercente è sempre dietro al bancone, pronta ad accogliere i clienti, ma ancora non mi è capitato di vederne entrare nemmeno uno. La signora è una donna di mezza età che probabilmente ha investito tutti i suoi risparmi in un’attività che dovrebbe permetterle di sbarcare il lunario fino all’arrivo della pensione. Il negozio è pulito, la merce esposta in buon ordine, i formaggi sono allineati con precisione nel banco frigo. Lei indossa una vestaglia da lavoro, di un bianco immacolato, che copre due o tre maglioni che dovrebbero difenderla dal freddo. Sulla testa ha la cuffia regolamentare, inamidata e pulita. Io guardo oltre la vetrina e lei ricambia lo sguardo, dritta e dignitosa nella sua divisa, l’espressione ferma e paziente di persona che ha fatto tutto quanto doveva e ora deve solo aspettare il cliente.
Mi ricorda la vita di tanti artisti che conosco e, in parte, anche la mia. Sono artisti che fanno seriamente quello che dai più non è neanche ritenuto un mestiere, che vi hanno investito anni di ricerche e di studio e si dedicano alla propria arte con grande passione. È gente che espone i propri lavori dove può e quando capita, e dignitosamente si sottopone al giudizio del pubblico, che perlopiù li ignora.
Mi sono ripromessa  di entrare, uno dei prossimi giorni, a comprare una formaggella di capra, anche se sono intollerante ai latticini. Così, tanto per darle una speranza.

Annunci

Informazioni su giuseiannello

Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
Questa voce è stata pubblicata in alimentazione, arte, attualità, Farina del mio sacco, scrittura. Contrassegna il permalink.

6 risposte a Gli artisti e la formaggella di capra

  1. Giuseppina Albani ha detto:

    Cuore di fior di latte (intolleranza a parte) e d’Artista che fa bene il suo mestiere, al di là delle tecniche, che sa interpretare la vita e metterla in pensieri, forme e colori Giuse a.

  2. giuseiannello ha detto:

    Grazie, Giuse, per il tuo commento.

  3. helios2012 ha detto:

    L’altro giorno sono andata a vedere una delle solite fiere d’arte perché invitata da una persona che esponeva lì. Fosse stato per me non ci sarei neppure andata . Sono anni che vedo gli stessi artisti e tristemente le stesse opere, nel senso che oltre a non esserci ricerca espressiva, manca l’evoluzione del messaggio .Non dimentichiamo che l ‘arte è comunicazione e spesso dovrebbe riflettere quello che ci circonda o un io narrante, ma che comunque si sviluppa sul movimento , sia delle nostre situazioni che di quelle della nostra società. Non so quindi se invidiare la mancanza di libertà espressiva a cui sono costretti tanti artisti che si sentono ‘arrivati’ perché sponsorizzati da gallerie note. Ho spesso la sensazione che sono ‘usati e costretti a fare le stesse cose perché il collezionista vuole quello per cui li hanno fatti conoscere. Mi ha colpito anche il fatto che una galleria abbastanza famosa e con prodotti anche di qualità per chi ama il genere , non mettesse il nome di chi aveva creato le opere. Alla mia domanda mi è stato risposto che era una scelta di pensiero…Per il mio punto di vista era solo la solita mancanza di rispetto verso gli artisti e a anche dei visitatori anche se non collezionisti. E mi fermo qui…perché ce ne sarebbero cose da dire! Buona giornata e buone cose a te!

    • giuseiannello ha detto:

      Già, per un artista le vie sono fondamentalmente quattro:
      -essere scelto da una galleria importante che ti condanna a ripetere sempre le stesse cose con piccole varianti;
      -pagare cifre salatissime per esporre e quindi foraggiare un mercato che lo sfrutta perchè non ritenuto all’altezza di essere scelto da una galleria famosa;
      -non pagare (o pagare rimborsi spese a piccole realtà che si autofinanziano) e vagare nel sottobosco di artisti che tutti conosciamo;
      -rimanere invisibile facendo arte per se stessi e per i propri, ridotti, followers.
      Se non fosse che facciamo arte per il piacere e la necessità di esprimerci con questo mezzo, mi chiedo chi ce lo fa fare. 😉
      Grazie per il tuo commento, Helios2012

      • helios2012 ha detto:

        C’è sempre un prezzo da pagare, anche se si è scelti da una galleria importante. Vuoi in libertà o altro. Dipende dai contratti che spesso sono pesanti. Molte volte sono proprio alcuni galleristi che comperano le stesse opere dei loro artisti a prezzi stracciati facendo fondi di magazzino, sperando di riguadagnarci ancora di più nel futuro. Ti sei mai chiesta perché alcune opere di artisti ancora quotatissimi vengano svenduti in televendite ( e comprendo anche le incavolature degli stessi autori). Le gallerie magari chiudono e i famosi fondi di magazzino prendono altre strade.

        Il vero problema è la disonestà intellettuale che circola in certi ambienti e quanti nomi anche altisonanti magari si sono prestati al gioco e si sono fatti garanti di alcune manifestazioni.
        Lasciamo spazio anche al dubbio : forse pure loro inconsapevoli e usati a loro volta, anche se mi rimane difficile crederlo.

        E questo non per sentito dire ma perché in certe situazioni c’ero.

        In queste trappole sono caduti anche artisti già famosi a casa loro . Le esperienze negative servono anche ad aprire gli occhi e purtroppo, spesso, a svuotare anche i borsellini.

        Ma c’è un limite anche all’indecenza. Ed è solo grazie a pochi coraggiosi che certe informazioni circolano, e mi dispiace dirlo, ma anche tanti artisti se ne stanno ben zitti e non fanno niente di costruttivo per la categoria.

        Bisogna anche entrarci dentro per comprendere come uscirne fuori al più presto.
        Un artista non può passare la sua vita a fare l’investigatore su chi, come e il perché di certi processi.
        Da lì il finimondo perché si passano gli indirizzi….e quindi una marea di gente (critici o pseudo critici e quant’altro che ti contattano per cercare di foraggiare loro ….e non certo te)
        Il sottobosco esiste anche da loro, ma non sempre è gradevole….anzi il più delle volte è molto squallido.

        Bisognerebbe che gli artisti diventino coraggiosi e aprano i loro studi ad un pubblico sensibile al loro linguaggio e non solo per venire a mangiare a sbaffo per il vernissage (cosa che odio e abolirei)
        Sono convinta che di questo secolo rimarrà poco o nulla….degli artisti che si sono velocizzati a storicizzare. Quindi prendiamola con ironia : nulla per nulla siamo, se mai, alla pari 😉

        Buona serata a te e grazie per il confronto.

      • giuseiannello ha detto:

        Hai pienamente ragione!
        Grazie a te per il commento. 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...