Di odori e fragranze

“Tutti abbiamo un odore che racconta chi siamo diventati e chi vorremmo essere.”
Paola Cereda in “Confessioni audaci di un ballerino di liscio”, Baldini & Castoldi ed.

   Ci sono odori che è difficile dimenticare e quasi impossibile definire con precisione, ma che riconosciamo immediatamente appena torniamo a respirarli: gli ospedali, le scuole, gli uffici comunali che somigliano alle scuole ma hanno qualcosa di più stantio, gli ambulatori veterinari, i panifici, le pasticcerie, i bar, le gastronomie, per non parlare delle pescherie o delle pizzerie. Le pizzerie sanno sì tutte di pizza, ma ognuna di loro ha un suo odore prevalente.  Le officine meccaniche, le farmacie, i bar. L’aroma del caffè, la buccia del mandarino, il ragù di carne che cuoce lentamente, il pesto, il vino che va in aceto. La gomma per cancellare, l’olietto diluente, l’acquaragia, la resina, le matite.

   Chi può scordare il profumo dell’erba appena tagliata, delle magnolie in fiore, delle rose di maggio e quello aspro di latte vegetale della pianta di fico, che diventa acido e marcescente quando i frutti cadono a terra in avanzato stato di maturazione? L’odore delle foglie autunnali impregnate di pioggia, della terra rivoltata nei campi, quello asettico della neve.

Alle elementari a volte avevo il privilegio di una barretta di cioccolato al latte e nocciole, in questo momento non ricordo la marca. Capitava solo raramente, non è che ci fosse troppo da scialare. Era avvolta in una stagnola dorata: la aprivo con religiosa attenzione, mangiavo il cioccolato lentamente durante la ricreazione e ripiegavo la cartina ritirandola sotto al ripiano del banco. Di tanto in tanto, durante le ore successive, la riaprivo e la annusavo, perdendomi beata nel suo profumo.

Le case hanno una propria emanazione olfattiva: una sa perpetuamente di broccoletti, un’altra di muffa, un’altra ancora di polvere, o di sapone di Marsiglia.
Gli animali hanno un sentore che è proprio della specie cui appartengono, ma ne hanno anche uno che è tipico di quello specifico esemplare. Chi ha avuto gatti, o cani, ma anche canarini, lo sa perfettamente.

L’odore fa parte della nostra identità e, come questa, è quanto di più difficile da auto-definire. Gli altri, in proposito, ne sanno sicuramente più di noi. Anche in base a questo ci si ama o ci si odia, non essendo neppure troppo consapevoli di  quanto incida il nostro naso nelle scelte di chi frequentare.

Un bambino  cui davo ripetizioni da ragazza aveva un afrore, nei capelli, che non ho più dimenticato: un sentore di peccato e di innocenza insieme, mescolato a quello tipico del cuoio capelluto. E come scordare l’odore di cipolla rosolata del magazziniere del calzaturificio dove ho lavorato per qualche tempo? Non so più il suo cognome, né quanti anni avesse, ma riconoscerei all’istante la scia non proprio piacevole delle sue ascelle.

Poi c’è l’alito, e quelle fragranze intime che conosci solo se con qualcuno ci hai fatto l’amore, o ci hai vissuto insieme: la puzza dei piedi, sì, anche quella è strettamente personale, il profumo del dopobarba che la pelle trasforma in qualcosa di diverso, l’afrore del sesso; la pelle dei neonati che sa di borotalco e burro, l’odore dei vecchi che sono stanchi di lavarsi. E c’è l’odore della morte, che si cerca di camuffare con accorgimenti tecnici di refrigerazione e omaggi floreali che impregnano le stanze dell’estremo commiato. Eppure i gigli  di quelle stanze hanno un che di soffocante, ben diverso dalla freschezza del negozio di fiori da cui provengono.

L’olfatto, tra i sensi, è forse quello più difficile da ingannare.

   La storia di Frank Saponara, dalla cui lettura partono queste mie riflessioni, è quella di un cinquantenne ballerino di liscio, tombeur de femmes e proprietario del dancing “Sorriso”, ed è anche la storia della ricerca del proprio odore, “l’odore della vita che scorre” e della propria identità. Paola Cereda l’attraversa con leggerezza e acume, accompagnandoci piacevolmente a scoprirli insieme a lui.

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Pecco in parole, opere (e omissioni). Tratto sul serio: pittura e scrittura
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