PENELOPE

2017 LEGAMI -62x53
opera: LEGAMI – tecnica mista su legno 62×53

Hai tessuto parole come fili
per vestire ostinati silenzi.
Di pietra lo sguardo che un giorno
l’ombra cucì di carezze
forre taglienti i suoi fianchi
che all’amore perduto eran nido.
Paziente Penelope attendi
Ulisse che tocchi le rive,
tradita ingannata memoria
a Eraklion perdesti il tuo fuso.

.

Annunci
Pubblicato in arte, arte contemporanea, Farina del mio sacco, PITTURA, poesia, quasipoesie, scrittura | Contrassegnato | Lascia un commento

THE FLOATING PICTURES- POOR CHRISTOS

 

 

Questo il mio testo, che accompagna l’installazione “THE FLOATING PICTURES- POOR CHRISTOS” del Gruppo Evuz Art, di cui faccio parte insieme a Giordano Pagliai, Giuse Albani, Nicola Claudio Palermo, Paolo Vecchio, visibile nella collettiva “PELLE” che inaugura domani alle ore 18,00 presso la Sala Sotterranea del Castello Sforzesco di Vigevano:

Immagini che viaggiano incessantemente nel mare magnum del web, nei cataloghi, sulle locandine, sui profili dei social networks; quadri avvolti in pellicole trasparenti, in casse di legno, in cartoni protetti da pluriball e spediti di mostra in mostra, in cerca di improbabili estimatori; quadri da disimballare e risistemare sugli scaffali degli studi, in attesa di nuove destinazioni: di questo è costruita l’installazione “The Floating pictures” del Gruppo di Evuz Art.
Di questo perpetuo fluttuare di immagini l’arte contemporanea si nutre; di questo altalenante avvolgersi di pellicole e di speranze intorno ai quadri in partenza e l’accartocciarsi disilluso degli imballi da buttare vivono gli Artisti che non hanno abbastanza fortuna.

Pubblicato in arte, arte contemporanea, eventi, installazione, scrittura | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

“L’ART EST UNE PIPE – Le grand mensonge”

“L’ART EST UNE PIPE – LE GRAND MENSONGE” – acrilico e tecnica mista su mts 56×50

Questo è un omaggio a Magritte che, scrivendo “ceci n’est pas un pipe” poneva l’accento sul fatto che l’Arte è mimesi. Creando realtà illusorie si può perciò definire l’Arte “la grande menzogna”. In questo quadro, infatti, dove c’è scritto “Ceci est une pipe”, una finta pipa di pasta modellabile è inglobata nella resina, quindi pur apparendo a tutti gli effetti come una pipa, non potrà mai essere utilizzata come tale.
È un omaggio indiretto anche ad Agota Kristof, che sembra aver costruito tutto un libro intorno alla considerazione che  anche la letteratura è menzogna, come ipotizzo nella mia recensione di Trilogia della Citta di K.

 

 

Pubblicato in arte, Farina del mio sacco, letteratura, PITTURA, scrittura | Contrassegnato , | Lascia un commento

PELLE, l’evento

AR.CO. Associazione culturale

locandina PELLE

In quanti modi si può interpretare un tema? Sono infiniti gli stili, le tecniche,  le idee che possono nascere e svilupparsi da una parola, da un input.
Avremo modo di verificarlo una volta di più durante questa collettiva di arti visive, nata intorno alla parola PELLE: gli artisti che hanno aderito all’iniziativa hanno creato dipinti, sculture, fotografie, performance, installazioni.
Guest artist della manifestazione è il body painter di fama internazionale Guido Daniele, mentre l’introduzione al catalogo è stata curata dal critico di fotografia, grande fotografo a sua volta, Enrico Prada, che ha risposto alla call  usando in questo caso le parole al posto delle immagini.
Il vernissage dell’evento sarà aperto da una performance di Silvia Capiluppi e Cristina Pennati, con la partecipazione speciale della piccola Viola Caradonna.
Domenica 30 aprile si terrà un evento che parte dall’installazione di Pierangelo Russo, accompagnata da un video, per arrivare alle poesie di Agnese…

View original post 49 altre parole

Pubblicato in scrittura | Lascia un commento

La terra ti somiglia #quasipoesie #contemporaryart

Paesaggio di collina

PAESAGGIO – olio su cartone telato- 2001

La Terra ti somiglia
come la fredda terra
hai nascosto il fuoco
-nell’ipogeo profondo
lava ribollente sei-
feconda mi sorridi
Indicandomi il cielo.

Come l’asciutta terra
che la pioggia accoglie
tu ondulata collina
acqua benedetta cerchi,
negli occhi la promessa
di raccolto che sazia
di natura che splende.

Pubblicato in arte, arte contemporanea, Farina del mio sacco, quasipoesie, scrittura | Lascia un commento

Gli artisti e la formaggella di capra

formaggifoto scaricata dal web.

Quando devo andare in centro posteggio in una via semiperiferica, per non pagare il ticket e fare un po’ di movimento. Lungo il percorso che conduce in Piazza passo davanti a un negozietto che vende solo formaggi.
L’esercente è sempre dietro al bancone, pronta ad accogliere i clienti, ma ancora non mi è capitato di vederne entrare nemmeno uno. La signora è una donna di mezza età che probabilmente ha investito tutti i suoi risparmi in un’attività che dovrebbe permetterle di sbarcare il lunario fino all’arrivo della pensione. Il negozio è pulito, la merce esposta in buon ordine, i formaggi sono allineati con precisione nel banco frigo. Lei indossa una vestaglia da lavoro, di un bianco immacolato, che copre due o tre maglioni che dovrebbero difenderla dal freddo. Sulla testa ha la cuffia regolamentare, inamidata e pulita. Io guardo oltre la vetrina e lei ricambia lo sguardo, dritta e dignitosa nella sua divisa, l’espressione ferma e paziente di persona che ha fatto tutto quanto doveva e ora deve solo aspettare il cliente.
Mi ricorda la vita di tanti artisti che conosco e, in parte, anche la mia. Sono artisti che fanno seriamente quello che dai più non è neanche ritenuto un mestiere, che vi hanno investito anni di ricerche e di studio e si dedicano alla propria arte con grande passione. È gente che espone i propri lavori dove può e quando capita, e dignitosamente si sottopone al giudizio del pubblico, che perlopiù li ignora.
Mi sono ripromessa  di entrare, uno dei prossimi giorni, a comprare una formaggella di capra, anche se sono intollerante ai latticini. Così, tanto per darle una speranza.

Pubblicato in alimentazione, arte, attualità, Farina del mio sacco, scrittura | 6 commenti

La vita in cornice

La cornice separa dall’ambiente circostante l’opera che racchiude e, nello stesso tempo, la mette in risalto. La sua presenza ci avverte che quanto vediamo in essa non fa parte della realtà in cui siamo immersi; ci proietta in un tempo e in un luogo diversi, anche se fisicamente sembrano essere contemporanei all’osservatore. L’opera testimonia il tempo dell’autore, che a sua volta può aver rappresentato qualcosa di passato o di futuro rispetto a se stesso. La cornice stigmatizza uno spazio sacro, nel senso di separato e di inviolabile.
Attualmente si preferisce esporre la tela senza cornice o, nel caso il supporto lo richieda, essa si limita a  un anonimo listello. Anch’io spesso espongo i miei lavori  seguendo questi criteri. Così facendo, si vorrebbe che la cornice dell’opera diventasse parte integrante dello spazio in cui essa è esposta, ossia lo studio, la galleria, il museo, il sistema dell’arte stesso.
Tanto per non venir meno alla mia incoerenza, in questo periodo ho cominciato invece a lavorare a una serie di cornici, “FRAMES”appunto, che in questo caso diventano però veri e propri contenitori, nei quali ho riunito oggetti di vario tipo che hanno per me una valenza simbolica. Una parte più bassa, esterna alla cornice, ha il compito di raccordarla alla parete ed è lastricata di parole significative rispetto al contenuto dell’opera.
Le prime due cornici sono dedicata all’amore:
LOVE FRAME N. 1 – THE LOVE YOU GAVE ME
love-frame-1-the-love-you-gave-me-3
LOVE FRAME N.2 – KEYS AND CHAINS
love-frame-2-keys-and-chains-2

In entrambe sono presenti tealight in vari stadi di consunzione, a simboleggiare l’amore che arde, si consuma e infine si spegne. Non ho però abbandonato del tutto la figurazione: nel primo lavoro si tratta di un ritratto a pastello, fotocopiato e ritagliato; nel secondo sono disegni a pastello di chiavi, lucchetti e catene.

 

Pubblicato in arte, arte contemporanea, assemblage, Farina del mio sacco, scrittura | Lascia un commento